Archivio mensile:settembre 2011

Do You Understand? Basta poco che ce vò!

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E’ possibile che in tutta Calcutta, gli unici ad avere la pelle sbiadita, simile ad un rubinetto di sudore, che riflette anche in pieno giorno…siamo noi?

Forse solo ora capiamo come si possono sentire alcuni immigrati in certi piccoli paesini di montagna…

Tutti ci guardano come fossimo extra-terrestri…c’è chi ci si ferma davanti e ci guarda in modo un pò ambiguo (quasi da aver paura), c’è chi è come se avesse visto due star di una fiction di Bengal Tv e salta sul posto salutandoci a distanza di chilometri…ma in cima alla top ten con il miglior saluto ci sono sempre i bambini…che ogni volta che ci vedono, ripetono urlando una raffica di Hi! Hi! Hi! che inizialmente avevamo scambiato per un lamento di dolore!

Alcuni addirittura si spingono per stringerci la mano, altri, i più grandi, riescono persino a trovare il coraggio di urlare alla Vero “How are you baby?”, girandosi frettolosamente appena incrocio i loro sguardi.

In nessun altro posto però, ci è mai capitato di ricevere così tanto affetto e rispetto…tutti sono sempre molto disponibili a rispondere alle nostre domande che la maggior parte delle volte non comprendono ma a cui comunque, talvolta aiutandosi fra di loro, con gesti e un misto di hindi e inglese rispondono.

In certi casi ne usciamo un pò storditi, in quanto spesso dopo esserci rivolti ad una persona ci ritroviamo ad interloquire con circa 5-6 persone, dando luogo ad un vero e proprio brainstorming!!!!….é troppo surreale, ma bello, perchè ciò che ha dell’incredibile è che in tutto questo ci capiamo.

Anche oggi ne abbiamo avuto la conferma…è successa una cosa simpatica e speciale che ci ha fatto ridere per ore.

Finite le ore di servizio la madre di un bambino, nonchè volontaria locale dell’associazione,  si è offerta di accompagnarci a prendere un taxi, visto che Kamala, la responsabile, era dovuta andare via prima. Durante tutto il tragitto non ha fatto altro che parlare in hindi alla Vero, la quale si limitava a seguirla con sguardo empatico, a fare qualche accenno con la testa, e ad esclamare “yes” o ” It’s true?” quando lo credeva opportuno….la signora era felice, rideva e la Vero pure….Fate Robe direbbereo i nostri nonni. E non è finita qui, tante sono le persone che incrociamo per strada che ci chiedono da dove veniamo, cosa facciamo qui, con cui iniziamo a chiacchierare del più e del meno e che alla fine della conversazione ci chiedono la mail, un numero di telefono o addirittura il nostro nome in Facebook, dicendoci”Se verrò mai in Italia ti chiamo eh?!!!”.

Ed è così che un altra giornata è passata tra il caldo bestiale, la magliatta sudata e nuove facce conosciute…Belli però questi indiani, a loro modo iniziano a farci sentire un pò a casa.

Anche in famiglia non ci fanno mancare niente, ne siamo a tutti gli effetti membri. Ieri abbiamo passato la nostra domenica pomeriggio in casa, Marco a dare lezioni di chitarra al figlio di Ruma, ovviamente in inglese..facile…poi tutti insieme abbiamo cantato qualche canzone (con tanto di riprese con il cellulare) portando anche qua il nostro spirito canterino. Infine grande cena all together! La Vero, con la collaborazione di Ruma, ha preparato gli strozzapreti all’italiana…o perlomeno ci ha provato,  perchè che al posto del pomodoro loro usano il ketchup quindi, diciamo un pò acidini ma buoni…almeno la Vero ha mangiato qualcosa.

Il prossimo piatto richiesto da Ruma & Family è il pollo alla cacciatora…se qualcuno ci volesse far avare una ricetta, è ben voluta.

The Show Must Go On…

Vera e Marco

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C’era una volta un telone blu…

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Notte con sonno travagliato…

L’andata a letto è alle ore 20, praticamente quando noi solitamente in Italia iniziamo a pensare cosa cucinare per cena. La sveglia è alle 4.00 della mattina “per loro” perchè per noi è ancora piena notte e in famiglia la nostra sveglia è alle 6.30, anche se effettivamente dalle 4.00 il nostro vicolo, abitato da circa 1000 persone tutte dentro una media di 30 “case”si sveglia e ci sveglia( perchè qua le finestre non anno ne vetri ne scuri, sono semplicente buchi a forma quadrata con inferiate di ferro arrugginito e chissà cos’altro), mettendo su musiche indiane, facendo canti di adorazione al proprio Dio e poi c’è chi litiga con la moglie e chi con il marito, chi suona incessantemente il clacson a cui spesso rispondono abbai di cani già pronti per il giro mattutino alla ricerca di qualcosa che li sfami.

Dopo tutto il rumore di questa banda come si fa a riprendere sonno a chiudere gli occhi e dire posso dormire ancora due ore? Bè con un pò di difficoltà iniziamo a farcela.

Alle 8.00 dopo una nutriente colazione a base di latte bollito e ribollitto con  cereali e banane annesse , siamo pronti per partire e raggiungere il luogo in cui  ci aspettano i nostri nuovi compagni di avventura…..Il tragitto dura circa un ora. Ad un certo punto Dev accosta senza intralciare il traffico indiano, ed insieme a Kamala ci incamminiamo e dopo aver attraversato i  binari ( attivi ) ci inoltriamo in una piccola stradina sterrata piena di buche piene d’acqua a causa della pioggia, in cui piccoli ranocchietti di 3, 4, 5 anni sguazzano e giocano tutti nudi e senza nulla ai piedi ovviamente….appena ci vedono ci vengono incontro curiosi di toccare tutto ciò che abbiamo addosso: pantaloni, magliette, zaini….  contemporaneamente arrivano anche bambini più grandi. Da una tenda fatta di sportine di plastica esce un bambino con un cesto enorme con dentro quaderni, libri e pennarelli,  il materiale  che ogni giorno utilizziamo per permettergli di fare un pò più i bambini senza dover andare in giro per le strade a chiedere la carità, e che ogni giorno Kamala lascia loro in custodia.

Lo stesso bambino tira  fuori sempre dalla tenda un telone di plastica, una volta probabilmente blu, ma che ora ha un colore più tendente al marroncino (e non vogliamo sapere perchè), che Kamala ci spiega sarà il nostro appoggio. Superando i primi schizzinosi tentennamenti, ci togliamo le scarpe e ci sediamo insieme ai bambini, che straniti dal colore dei capelli di  Veronica, ne approfittano subito per accarezzarglieli.

Inizia così una breve ma intensa lezione di inglese…su un telone “blu”, dietro ai binari di una ferroviain luogo a noi tanto estraneo e distante, ma a loro così familiare da renderli sicuri…perchè quella è la loro casa e non c’è niente che meglio conoscano.

Questo è quanto ci è rimasto più impresso di loro, nonostante la loro condizione sia precaria ed innaturale, hanno sempre un sorriso da donare e una irrefrenabile vivacità…bambini esternamente nudi, ma con dentro tanta gioia e vitalità.

Purtroppo capita anche di assistere ad una mamma che, di fronte al suo figlio che piangeva perchè era stato colpito da un amico, decide di arrabbiarsi con lui invece di consolarlo, rincarando la dose tirandogli una serie di ceffoni a mano aperta sulla schiena, come se non fosse permesso piangere…tanta angoscia e rabbia ci hanno assalito, ma la lingua ci ha reso inizialmente disarmati…ma per fortuna c’era Kamala!

Dopo aver lasciato un pò di spazio al disegno e al libero sfogo, è arrivata l’ora del pranzo a base di due frittelle e un pò di zuppa, il tutto servito in una ciotolina molto bio composta da foglie intrecciate. I bambini non spingono e non urlano, si mettono da soli in fila con le loro mamme, aspettando il proprio turno.

Dopo averli salutati, tante domande sono affiorate: perchè loro e non noi? perchè è permesso tutto questo? perchè ciò che ai nostri occhi è un problema, ai loro la normalità?

Così tanti perchè che la testa inizia a pesare e arrivati a casa il peso è talmente forte che siamo crollati…ma per fortuna che siamo in due…noi due.

Namaste

Vera e Marco

L’essenziale è invisibile agli occhi…

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8,5 ore Londra-Delhi

2 ore Delhi-Kolkata

Eccoci alla seconda (anche se forse in realtà è la prima) meta del nostro viaggio RTW.

Tante volte in televisione abbiamo visto immagini di Calcutta o dell’India ma niente di tutto ciò riesce a rendere l’ idea e forse neanche queste parole, di quanto vederle con i propri occhi o addirittura toccarle con mano. La famiglia che ci ospita vive in una “casa” immersa in tutto questo. L’impatto è stato forte…forse non eravamo abbastanza preparati o forse è semplicemente impossibile prepararsi con stomaco, mente e occhi a tutto questo, che ieri ci sembrava inavvicinabile e che già oggi invece sentiamo nostro.

<<….da oggi farete parte anche voi della nostra famiglia…if some people ask you “how are you?” you can now say that you are family friends…>>

Non sono solo parole rassicuranti, sono di più, sono parole agite attraverso la calorosa accoglienza che ci riservano, gli sguardi attenti e protettivi, la premurosa domanda che spesso ci rivolgono << it’s ok?>> e infine la sincera voglia di raccontare e raccontarsi con il cuore…lo stesso cuore che Dev (responsabile del progetto) ci suggerisce di aprire al posto degli occhi per poter meglio comprendere e conoscere questa incredibile e poliedrica cultura.

Da domani inizieremo a conoscere più da vicino tutto ciò che ha lasciato i nostri volti decisamente basiti e stravolti (senza esagerare) di fronte alla estrema povertà incontrata per le strade e per ora guardata solo da lontano, dal finestrino della Maruti Suzuki Swift di Dev.

Una macchina con la quale ci ha mostrato un po’ della città con i suoi angoli meno battuti. Una città davvero enorme, circa 65 km da nord a sud, con milioni di abitanti caotici, che si spostano con risciò, variopinti autobus traballanti e traboccanti di persone e talvolta animali, ape-car rivisitate e svariati tipi di motorini in cui il numero di persone a bordo non è determinato dalla lunghezza della sella, ma dalla necessità. Il tutto caratterizzato da uno stile di guida bizzarro, reso ancora più colorito dalla continua ricerca di evitare buche grandi quanto canyon creatisi dalla pioggia, tori e mucche pascoleggianti per le strade.

Ma ritornando a domani sperimenteremo la vera essenza del progetto che Dev tiene a descrivere così: <<La differenza tra il nostro progetto e gli altri presenti in India, sta principalmente in due punti: per prima cosa a differenza di altre associazioni qui presenti noi non percepiamo milioni di dollari dall’estero e in secondo luogo non portiamo I bambini in una struttura esterna confortevole ma limitante per le loro abitudini e per il loro stile di vita, ma siamo noi a recarci presso le loro abitazioni promuovendo l’istruzione e fornendo loro un pasto…tutto questo cerchiamo di farlo col cuore e con un bel sorriso>>.

A presto nuove notizie.

Namaste

Mind the Gap…Year!

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Ore 9:45 Smart Russell Hostel, tante facce, tanti odori e tante lingue, il tutto in una camerata mista da 18…Welcome to London!

Per soli £ 11 per notte (colazione compresa)…

Ebbene si, il nostro viaggio è iniziato e la prima ad accoglierci è la città in cui Lei si sente a casa. Quella in cui tante volte avrebbe voluto accompagnarmi, ma che come sempre non c’era stato tempo.

Londra con i suoi angoli più nascosti, le sue strade piene di gente che passeggiano, parlano, bevendo birra e thè ad ogni ora. LondraPer non parlare di tutti quei mattoncini rossi che trasformano le case in muri per essere dipinti dal primo “road’ artist” che passa da lì davanti o per essere semplicemente guardati mentre danno un’impressione di ordine e omogeneità..adoro Londra, dice Lei, adoro viverla e viverci anche se per pochi istanti. Mi fa sentire colorata e da il via ad un insieme di fantasie ed idee che a casa reputo bizzarre ma che lì trovano uno spazio…e poi a Londra niente è da buttare via, tutto gira e rigira ma per davvero! Non come quella ruota panoramica fatta proprio per quelli che temono le città e che preferiscono guardarle dall’alto, inconsapevoli che le vere ruote che girano possono essere loro se solo iniziassero a far conoscere alle proprie scarpe la temperatura e la densità dell’asfalto.

Insomma, Londra è speciale!

….Covent Garden con i suoi spettacoli improvvisati e la paella per tutti a 4£, Waterloo Bridge dal quale è possibile ammirare l’evoluzione di Londra dal Big Ben al palazzo della Borsa, passeggiata sul Tamigi con tanto di festa Nippo-China-Koreana con Noodles a go go e Yo!Sushi…um melting pot di profumi e colori che ci muovevano per le strade senza essere guidati da nessuna meta prestabilita…Londra Nippo

Beh, questa è Londra, buona giornata a tutti!

Marco e Vera

 

Gira la ruota…girala!!!

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F come fast, veloce, questo è il ritmo delle nostre giornate che passano senza che ce ne accorgiamo tra il trasloco della casa, contatti e scambi di mail con le varie associazioni, controllo di tutti i documenti, imbiancatura, e cene con amici e parenti per ultime informazioni tecniche su come e quando sentirci tramite Skype, strumento non a tutti noto, ai nostri genitori in primis…

F____t_c  _m_t____

R come rotolando verso sud-est, eh sì, perché la nostra bussola punta lì. Lì dove l’umidità, lo smog e il sole fanno salire la temperatura oltre i 40°. Lì dove sperimenteremo la vera essenza dell’essenzialità a cui non siamo solitamente abituati. Non a caso fare gli zaini sta diventando un’impresa ardua…forse solo il giorno prima della partenza sapremo dirvi con esattezza cosa c’è dentro!

Fr___t_c  _m_t____

A.A.A. COMPRIAMO UNA VOCALE…..E come entusiasti, emozionati ed eccitati, perché è così che funziona quando si decide di avventurarsi per qualcosa di sconosciuto e nuovo, per qualcosa che è stato immaginato, pensato, progettato e che fra poco sarà realizzato, per qualcosa che ha fotto crescere in noi giorno dopo giorno un’insaziabile curiosità verso quelle immagini che la nostra mente produce ogni volta che proviamo ad ipotizzare come sarà…

Fre_et_c  Em_t____

N come notte nella zanzariera, come quella passata, dove per iniziare ad abituarci agli “optional” del viaggio,  abbiamo pensato di attaccare al lampadario della camera, quella che sarà la principale protezione dalle zanzare, e altri possibili svariati insetti, nelle nostre notti indiane.

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I come incoscienza, il nostro oppio che ci permette di vivere talvolta con una folle leggerezza. Perché senza forse non avremmo potuto pensare di intraprendere un viaggio simile. Perché le giornate spesso sono già troppo guidate dalla ragione e dai percorsi suggeriti, rendendo l’andare contro corrente spesso impossibile. Non sempre è una buona guida, ma a volte può essere un buon inizio.

Frenetic  Em_ti_n_

O come orologio, noi e voi avremo nello stesso tempo ritmi diversi…quando voi cenerete noi dormiremo, quando la nostra giornata inizierà voi starete ancora dormendo…una cosa ovvia ai più assidui viaggiatori, ma non per noi novelli. L’idea che per la nostra prima volta, quando noi festeggeremo l’anno nuovo, i nostri amici dovranno ancora salutare quello trascorso ci stranisce e ci affascina allo stesso “tempo”.

Frenetic  Emotion_

S come sarà quel che sarà…perché non credendo che sia il caso a muovere i nostri passi, siamo pronti ad affrontare con entusiasmo ciò che ci aspetta da qui in avanti…

Frenetic  Emotions

Buona notte

Marco e Vera

Apertura ufficiale del blog!

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Eccoci qua, a due settimane dalla partenza. I visti stanno arrivando e stasera si termina il ciclo di vaccinazioni. L’agitazione e al tempo stesso l’eccitazione per la partenza inizia a salire…

Ed ecco anche il blog in cui cercheremo di tener traccia e di raccontarvi delle nostre avventure, belle e brutte (speriamo belle…), di questo viaggio che domenica 18 settembre partirà per quel di Londra, da cui poi due giorni dopo prenderemo l’aereo che ci porterà alla nostra prima tappa…”India”…per la precisione New Delhi, anche se da li partiremo subito per Kolkata dove l’ONG SMILE SOCIETY, ci terrà impegnati in progetti di sostegno ai ragazzi di strada, tramite distribuzione di cibo e insegnamento della lingua inglese, per circa tre settimane.

Poi si vedrà…e se avrete voglia e tempo, vedrete tramite questo blog…internet permettendo. 🙂

Ciao a tutti!

Marco & Veronica