L’essenziale è invisibile agli occhi…

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8,5 ore Londra-Delhi

2 ore Delhi-Kolkata

Eccoci alla seconda (anche se forse in realtà è la prima) meta del nostro viaggio RTW.

Tante volte in televisione abbiamo visto immagini di Calcutta o dell’India ma niente di tutto ciò riesce a rendere l’ idea e forse neanche queste parole, di quanto vederle con i propri occhi o addirittura toccarle con mano. La famiglia che ci ospita vive in una “casa” immersa in tutto questo. L’impatto è stato forte…forse non eravamo abbastanza preparati o forse è semplicemente impossibile prepararsi con stomaco, mente e occhi a tutto questo, che ieri ci sembrava inavvicinabile e che già oggi invece sentiamo nostro.

<<….da oggi farete parte anche voi della nostra famiglia…if some people ask you “how are you?” you can now say that you are family friends…>>

Non sono solo parole rassicuranti, sono di più, sono parole agite attraverso la calorosa accoglienza che ci riservano, gli sguardi attenti e protettivi, la premurosa domanda che spesso ci rivolgono << it’s ok?>> e infine la sincera voglia di raccontare e raccontarsi con il cuore…lo stesso cuore che Dev (responsabile del progetto) ci suggerisce di aprire al posto degli occhi per poter meglio comprendere e conoscere questa incredibile e poliedrica cultura.

Da domani inizieremo a conoscere più da vicino tutto ciò che ha lasciato i nostri volti decisamente basiti e stravolti (senza esagerare) di fronte alla estrema povertà incontrata per le strade e per ora guardata solo da lontano, dal finestrino della Maruti Suzuki Swift di Dev.

Una macchina con la quale ci ha mostrato un po’ della città con i suoi angoli meno battuti. Una città davvero enorme, circa 65 km da nord a sud, con milioni di abitanti caotici, che si spostano con risciò, variopinti autobus traballanti e traboccanti di persone e talvolta animali, ape-car rivisitate e svariati tipi di motorini in cui il numero di persone a bordo non è determinato dalla lunghezza della sella, ma dalla necessità. Il tutto caratterizzato da uno stile di guida bizzarro, reso ancora più colorito dalla continua ricerca di evitare buche grandi quanto canyon creatisi dalla pioggia, tori e mucche pascoleggianti per le strade.

Ma ritornando a domani sperimenteremo la vera essenza del progetto che Dev tiene a descrivere così: <<La differenza tra il nostro progetto e gli altri presenti in India, sta principalmente in due punti: per prima cosa a differenza di altre associazioni qui presenti noi non percepiamo milioni di dollari dall’estero e in secondo luogo non portiamo I bambini in una struttura esterna confortevole ma limitante per le loro abitudini e per il loro stile di vita, ma siamo noi a recarci presso le loro abitazioni promuovendo l’istruzione e fornendo loro un pasto…tutto questo cerchiamo di farlo col cuore e con un bel sorriso>>.

A presto nuove notizie.

Namaste

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