C’era una volta…e c’è ancora!

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C’era una volta, tanto tempo fa, una divinità femminile chiamata Durga, creata dall’unione del potere di più divinità per poter combattere, e infine sconfiggere,  un demone che regnava sulla terra, in paradiso e sugli altri mondi.

Durga un giorno si unì poi a Shiva, dando alla luce quattro figli, di cui due maschi Kartikeya e Ganesha e due femmine Lakshmi e Saraswati.

Durga, “l’invincibile” aveva  dieci braccia, ed era trasportata da un leone o da una tigre, mentre Ganesha suo figlio è un uomo con il volto di un elefante, solitamente trasportato da un topo.

Una storia che ha dell’incredibile ma per loro assolutamente autentica e reale, tant’è vero che in questi ultimi quattro giorni si sono tenuti in India e specialmente quì nel West Bengal, i festeggiamenti di questa dea, con il Durga Pujo, un festival incredibile dove vengono create per l’occasione degli enormi templi con bambu, seta, polistirolo e legno, rifiniti al dettaglio (vi è una competizione ufficiale per la miglior costruzione). All’interno vengono posizionate le statue di Durga e dei suoi figli e del demone durante la sua uccisione. Statue che ogni anno vengono finemente realizzate e che al termine del festival vengono consegnate al sacro fiume Gange.

Affascinante, interessante e asssolutamente unico  e speciale è stato per noi poter vivere insieme questo momento per loro così importante, seguendoli all’interno del tempio, osservando insieme la celebrazione, la meditazione e l’adorazione.

Durga Pujo

Ma partiamo dall’inizio…

Ore 6.00 sveglia!

Il rituale prevede, oltre alla sveglia di buona lena, di digiunare finchè non si è stati nel tempio, di farsi una bella doccia e di profumarsi, di vestirsi con gli abiti da cerimonia ovvero Sari per le donne e una tunica lunga per gli uomini.

Rituale eseguito, Ruma ha vestito me e l’altra volontaria  poi ha consegnato a Marco un importante maglia bianca con il simbolo del sole stampato, una svastica, simbolo che da noi purtroppo ha tutt’altro significato anche se in realtà storicamente parlando la sua vera origine è quella indiana.

Poi siamo saliti tutti e sette nella Suzuki Swift…come abbiamo fatto?…ovviamente NOI nel bagagliaio…il posto più comodo e sicuro soprattutto nelle strade indiane…insomma un esperienza!!!!!!

Quando siamo arrivati al tempio ci siamo tolti le scarpe  poi abbiamo partecipato alla celebrazione. Un Guru pronunciava i nomi degli dei contemplati seguiti da alcune preghiere, e noi dovevamo ripeterle…Ci abbiamo provato ma il bengalese ci è ancora un pò ostico. Durante l’adorazione dovevamo tenere le mani giunte con in mezzo i fiori che al termine di ogni “preghiera” donavamo agli dei e ne riprendavamo subito alcuni freschi per continuare la celebrazione.

Al termine ci è stata data una sorta di benedizione con l’acqua del Gange  che poi ci veniva versata un pò nelle mani per essere bevuta…Noi per ragioni preventive di salute abbiamo saltato questo passaggio…infine abbiamo salutato Durga e ci siamo diretti al ristorante per il grande pranzo di famiglia ovviamente con NOI sempre nel bagagliaio.

Per il pranzo, la famiglia ha scelto di portarci in un ristorantino con cucina tipica indiana…decisamente piccante!!!

Dopo aver mangiato tantissimo di tutto siamo tornati a casa sfiniti…

Una giornata indimenticabile piena di emozioni. E’ stato bellissimo ma anche invidiabile vedere la devozione, il rispetto e la fede che ripongono nel loro dio. Tutto questo ci ha fatto però anche pensare tanto alla nostra fede, a quanto spesso ci soffermiamo troppo nel porci domande sulla veridicità o meno dei fatti narratti trascurando così il vero significato della fede, a quanto le tradizioni si stiano affievolendo per venire un pò più incontro alle nostre esigenze e alle nostre abitudini a volte svalorizzando ciò in cui crediamo.

Da domani inizia la nostra ultima settimana quì a Kolkata, in famiglia e con i bambini, ma la casa continua a riempirsi. Dopo l’arrivo di Livia dalla vicina Austria, ieri notte alle 23 è arrivato Nick, un simpatico ragazzo di diciannove anni dal sud dell’Australia…per festeggiare, Vero e Ruma stasera hanno preparato peperonata e chapati per tutti! Olè!!!

E come siamo soliti dire da noi…aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…

Buona notte!

Marco e Vera

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  1. Belli vestiti da indiani, un poco chiari di carnagione ma bellissimi! State vivendo delle esperienze uniche che giorno dopo giorno vanno a riempire i vostri occhi e il vostro cuore. Ho visto i bimbi su FB, sono dolcissimi e nonostante la loro povertà materiale, vi stanno donando molto coi loro sguardi ed i loro sorrisi! Baci. Mamma.

  2. Ciao ragazzi!
    in questi giorni ci è capitato di riguardare un po’ di foto dell’India…vi leggiamo da lontano,ma vi pensiamo e vi siamo vicini!
    un abbraccio

    Chiara&Andrea

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