Una tazza di tè con il “tetto del mondo”…

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Nuovo capitolo…

Tutto ha avuto inizio con 14 ore di treno, ed è proseguito, dopo almeno mezz’ora di contrattazione, con 4 ore di jeep…direzione Darjeeling!

Sottolineamo solo due cose…la seconda classe dei treni notturni indiani è avvicinabile ai racconti dei nostri nonni sui treni italiani nel dopo guerra, anche se come dice Dev “è un’esperienza”, e lo strano fatto che le jeep che percorrono gli interminabil 85 km di strada dissestata (per essere magnanimi) di montagna tutta tornanti, pur avendo 5 posti omologati, arrivano a caricare fino a 12 persone!

Ad accoglierci ecco un nuovo volto dell’India, molto più turistica, con una meno evidente povertà (ma solo all’apparenza) e dai tratti decisamente di confine…questa piccola cittadina chiamata la “Regina dei Monti” è infatti in un piccolo lembo di terra che confina con il Nepal e il Sikkim.

Ma soprattutto molto più fredda!!! Cosa che dopo appena due giorni ci ha fatto cadere in fallo, o meglio, Marco è caduto in fallo in preda a 38 e mezzo di febbre…dopo averle pensate tutte, malaria, leptospirosi, ecc…, siamo giunti alla conclusione più semplice…”di@rre@ del viaggiatore”!!! Insomma lo svezzamento repentino dai piatti culinari preparati con affetto da Ruma al cibo “on the road” ha avuto i suoi effetti!

Tutto ciò però non ha di certo ostacolato la conoscenza di questo nuovo paessaggio, perfetto connubio fra jungla e montagna, che ci ha riportato ai racconti di Kipling…degli svariati templi hinduisti e buddisti, decorati e curati al dettaglio…alcuni anche sorvegliati da piccole scimmiette dispettose…

E poi, tutto ad un tratto, con lo spuntare del sole, ecco svegliarsi la “famiglia” Himalaya…qualcosa di inspiegabile…che sembra essere scolpita nel cielo! Che da quell’osservatorio su Tiger Hill (2600 m.), sembra essere così vicina, ma ancora troppo lontana per toccarla, quasi come se volesse essere solo ammirata. Poi, poco più a sinistra, ma ancora dietro le quinte, il patriarca Everest, più alto fra le alte, ma da quì più piccino, solo per una questione di prospettiva.

Himalaya

Ma questa ridente località per cosa è famosa?!? Naturalmente per il tè Darjeeling, che con le sue piantagioni è presente in ogni vallata, insieme a tante donnine simpatiche e carine che armate di fazzoletto in testa, stivali, grembiule e cesta, raccolgono quotidianamente le sue pregiate foglie.

Ora siamo a Siliguri, nella stanza d’albergo, e quello che allieterà il nostro sonno, sarà il rispoleverare le immagini e i profumi di questa terra di confine, nell’attesa dell’aereo che domattina alle 10 ci porterà nuovamente a Delhi, diretti al progetto “The Shelter”.

Notte notte
Marco e Vera

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  1. Grandi ragazzi… mi avete fatto provare sensazioni incredibili solo nel leggervi… non oso pensare nel viverle in prima persona! 🙂 ah… scusa la tecnicità, ma credo meriti la lettura, nel link che hai inserito in corrispondenza di The Shelter, mancano i : (duepunti, dopo http//) e quindi il link non funzia, a meno ché tu non li aggiunga manualmente 😉 un abbraccio ragazzi e buona avventura! Emanuela

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