21 in famiglia!

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Darbaripur,

40 Km da Delhi,

1448 da Darjeeling,

1469 da Kolkata.

Sempre in India, ma un’altra India ancora.

Nell’attraversare i pochi kilometri che ci separavano da Sandra, siamo passati davanti alla famosa India di cui si senti parlare nei giornali economici, quella dei call center delle multinazionali che direzionano tutte le loro chiamate di lamentele su un centinaio di Kamal, Chandresh, Budhil  e Lokesh …che per l’occasione diventano Nick, Paul, John e Roger…una distesa di palazzoni di vetro alti centinaia di metri a far da specchio alla vera India che come al solito è subito dopo l’angolo.

Ed eccoci arrivare allo Shelter, anche se preferiamo considerarlo la casa di Sandra e Saji e della loro numerosa famiglia.

E’ si, 19 bambini tutti nati tra il 1998 e il 2009, in luoghi, case e città diverse, ma che hanno trovato qui, il loro rifugio, la loro base sicura con papà Saji a mamma Sandra.  I quali prima come coppia e poi come genitori hanno insieme costruito una casa che potesse accogliere tutti i loro figli in arrivo e una super dada che in hindi i bambini chiamano “Didi”, ovvero sorella maggiore.

Anche qui l’accoglienza la fa da padrona! Appena arrivati abbiamo subito trovato un letto fatto, per permetterci di riposarci dopo il viaggio, e al risveglio un “chai” (the indiano) caldo, che è poi diventata una piacevole abitudine pomeridiana, insieme a quattro chiacchiere e un “palla avvelenata”.

L’esempio, lo stile di vita e la gentilezza dimostrata che troviamo è più di quanto noi, anche in questo caso, riusciamo a donare. Bellissimo vedere come il senso di genitorialità superi ogni confine dettato da cose concrete ma in fondo forse non così essenziali e come l’Amore, l’affetto e la cura diano invece un senso di appartenenza come quello della famiglia…..

….In tutto questo.. le giornate sono trascorse, tra vita di casa e qualche breve ma incredibile gita, insieme a due nuovi compagni di viaggio incontrati e conosciuti qua, Andrea e Sara, per scoprire le evidenti bellezze dell’India.

Il Taj Mahal, Taj Mahaldefinita da Tagore come “una lacrima di marmo bianco ferma sulla guancia del tempo”, la cui esistenza si deve ad una romantica storia d’amore, il “Lotus Temple”, un gigantesco fiore di loto bianco, simbolo della semplicità e per molti credo anche del sogno, realizzato come luogo di culto ed incontro per religioni universali. Cristiani, buddhisti, musulmani, induisti, giainisti e chi più ne ha più ne metta, li possono stare e pregare tutti insieme, e viverlo in prima persona è un qualcosa di indimenticabile.

E poi…Il Gandhi Smitri, ovvero l’ultima residenza del Mahatma….emozionante e coinvolgente è stato riscoprire come un solo uomo che credeva profondamente nella non-violenza  e nella libera conversazione di pace, ha potuto  mostrare al mondo che tutto ciò è possibile.

…..Così il tempo allo Shelter è volato..ma d’altronde l’esperienza insegna che quando si sta bene e si è felici, tutto sembra andare più veloce…..infatti non ci rimangono che pochi giorni e poi una nuova meta.

Che fortuna aver potuto conoscere e condividere con così tante persone un piccolo pezzo del nostro viaggio…

Gandhi

Marco e Vera

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