Gli Italians under 30

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Arrivi a Sydney e ti accorgi di cosa vuol dire Australia…soprattutto ora che è estate!
E’ sufficiente prendere una metropolitana e arrivare a Circular Quay per trovarsi di fronte a ciò che più caratterizza questa città…a sinistra il favoloso Harbour Bridge (detto anche l’attaccapanni per la sua forma curva) e a destra la strabiliante Opera House.

Harbour Bridge
Il fiato si spezza, gli occhi si spalancano e la bocca inizia a fare versi del tipo uohhh, nooo, mahh…
Poi girovagando e camminando per le sue strade inizi a sentire voci familiari e volti che ti sembra di aver già visto… poi comprendi…sono italiani…
Giovani italiani partiti zaino in spalla, principalmente con un sogno e aspettative comuni..quello di trovare lavoro e fare moneta…quello che nella nostra un po’ sofferente ma ancora combattiva Italia, da tempo purtroppo si è persa notizia, almeno per quanto riguarda appunto i giovani. Mentre nella più nuova che vecchia Australia, nella Sydney pirotecnica, pare esserci  uno spazio, un’occasione, o forse più di una, per ogni giovane, laureato e non, di fare, fare qualcosa…perché qui c’è ancora qualcuno che ti chiede “cosa sai fare?” e che dopo avergli risposto ti ribattono “bene ora fammi vedere…il posto è tuo”.
Opera HouseNon va trascurato però un piccolo particolare non da poco…la maggior parte dei ragazzi conosciuti e incontrati fin’ora,  non stanno esattamente svolgendo quelle mansioni per cui magari han studiato duramente, per cui hanno investito tanto e tanto hanno faticato.
C’è chi infatti dall’altra parte del mondo si è scoperto pizzaiolo, giardiniere, muratore o cameriere…ma  son pur sempre di onesti lavori! Lavori che si trovano facilmente, spendendo anche soltanto una mezza giornata se si è fortunati, e che permetteno di guadagnare…di guadagnare anche molto, visto che anche un semplice sguattero-lavapiatti (vedi Marco…) è capace di guadagnare in regola circa 20-25 dollari all’ora (16-20 euro) e in generale circa 1000 dollari a settimana.
Una cifra che presa a se stante fa pensare, mette in difficoltà, poiché inevitabilmente  ti porta a pensare alla paga italiana, agli stenti e alle rinunce per arrivare alla fine del mese paragonato a questo bottino trovato per caso, con un lavoro casual (un incrocio fra il nostro contratto co.co.co. e quello a chiamata) che in Italia forse non avrebbero fatto, ma qui sì, perché pagato al di là di ogni aspettativa. Così di fronte a queste cifre qualche domanda te la poni e le risposte spesso allettano, al punto di chiederti se non sia anche la tua occasione e quindi…mi fermo qui o torno in Italia?
Ma dopo questa prima facciata dell’Australia seduttrice, arriva quella dell’Australia “no free lunch”, dove per un caffè si è capaci di pagare 4-6 dollari, per una pizza 25 e per l’affitto di una stanza singola più di 200 dollari a settimana, dell’Australia  in cui esistono evasori di tasse dispensatori di un non proprio sicuro lavoro in nero, dell’Australia che investe 50.000 e più dollari in fuochi d’artificio (certo i più belli mai visti prima) e non per aprire centri di aggregazione giovanile o per fare qualsiasi tipo di intervento sociale dato l’alto tasso di violenza, trasgressione e abuso di sostanze, che ragazzi dai 13 anni in su presentano oltre ad un forte senso di solitudine…così di fronte a queste due facce della medaglia noi non possiamo che dire che in fondo tutto il mondo è paese,  che il cappello magico australiano, scoperto il trucco, in realtà non ha poi tutta la magia che si pensava. Si torna quindi inevitabilmente con la mente alla nostra Italia, quella che spesso tanto rinneghiamo, quella che oggi purtroppo fa tanto parlare di sé non per le sue meraviglie ma per i suoi problemi, quella che ovunque sognano per le sue infinite bellezze storiche, artistiche e naturali, ma soprattutto famosa in tutto il mondo per NOI italiani corteggiatori, artisti, creativi, lavoratori e migratori…insomma  la nostra cara terra può e deve sicuramente imparare molto nonostante sia una fra le più anziane e dovrebbe averne imparate… ma ancora una volta se dobbiamo scegliere, scegliamo la nostra imperfetta Italia…

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Una risposta »

  1. Un paese perfetto non esiste. Possiamo sbraitare e anche di più sull’Italia di oggi, possiamo andarcene magari a svernare in qualche paese caldo anche per qualche mese, ma la nostra terra è sempre qui e la portiamo nel cuore. Noi italiani siamo molto attaccati alle nostre radici e credo lo siano anche tanti altri popoli del mondo. Ogni paese ha i suoi pro e contro e vale la pena cercare di vivere bene nel proprio paese e lottare er sè e per gli altri perchè ciò avvenga. Baci.

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