Tutto nero di catrame…

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…Il  quotidiano doveva prendere forma, per questo motivo le ultime settimane sono state di silenzio stampa….Ma ora ci siamo…Eccoci a Santiago del Cile, ospiti ancora una volta della Comunità Papa Giovanni XXIII che continua a farci un po’ da “famiglia” in giro per il mondo.

Casa di fraternità SantiagoPeñalolén, Rio Claro, un quartiere “anomalo” nella periferia della grande città…noi viviamo qui, a un passo dalla cordigliera, nella casa di fraternità della comunità, una casa che di sera diventa anche un po’ la casa di altri.

Gli altri sono quegli uomini che tutti incrociano almeno una volta nella vita, uomini a cui non piace la comodità, che riposano sull’asfalto, che d’inverno e d’estate si scaldano con litri di vino scadente, uomini che emanano un cattivo odore, che spesso evitiamo perché ci schifano o ci fanno paura…sono loro, i nostri cavalieri della strada che ogni sera bussano alla porta della “capanna cilena” per consumare un pasto caldo in compagnia, per ripulirsi un po’ dagli odori e dai segni che la strada gli lascia, per sentirsi un po’ più uomini e un po’ meno “barboni”, perché qui, nella casa di Rio Claro, c’è chi non ha paura di loro, chi non si scansa a causa dell’odore, chi li guarda, li considera e li accoglie come uomini veri! Anche quando Dr. Jekill si trsaforma all’improvviso in Mr. Hyde, defecando nella doccia o urinando fuori dal letto…in quei momenti in cui la voglia di cacciarli e urlargli prende forza, ma dove  un  loro sguardo basta per renderti conto che puoi solo prendere secchio e mocio e pulire insieme a loro…

In prevalenza sono uomini, tra i 50 e i 65, quasi tutti fortemente dipendenti dall’alcol, per loro una “cattiva compagnia” che li ha resi e tuttora li rende schiavi di se stessi e padroni di niente, nemmeno delle proprie azioni. La maggior parte di loro ha famiglia, mogli, figli, nipoti e mamme, che però non vedono da tempo, ai quali non possono avvicinarsi a causa delle loro male abitudini.

Qui non trovano solo un tetto sotto cui rifugiarsi, un piatto di zuppa, una doccia e un letto sul quale riposare tranquilli prima di ripartire, qui tra gente che va e gente che viene si instaurano relazioni, relazioni che non legano, che non chiedono nulla in cambio, ma che nascono tra la comida e il desajuno, fra una schitarrata e una chiacchierata.

Prima del 2 marzo anche noi eravamo di quelli che si scansavano, che acceleravano il passo, che li temevano, ma ora qualcosa è cambiato…con loro abbiamo scoperto che dietro agli odori c’è sempre qualcosa di più profondo, che dietro alla faccia sporca di polvere c’è sempre un uomo.

RolandoUn uomo che canta…per il mercato Luis Miguel, ma per noi di famiglia Rolando!

Oscar e Juan CarlosUn uomo che ti tiene in mente…il Don Oscar!

Un uomo che racconta, racconta e racconta…il Juan Carlos!

Don Luis e Don VictorUn uomo che schitarra…per gli amici Peru, per noi il Don Luis!

Un uomo che sorride, anche quando la pressione è alta…il Don Victor!

Questi sono i nostri cavalieri della strada…

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