Sole e pioggia…

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Carrellate di pensieri, parole che ci assaltano la mente nell’intento di dare una descrizione non superficiale ma profonda di questo Cile.

CordiglieraUn Cile per noi indimenticabile, per le persone incontrate, per la sua cordigliera che ogni giorno ci guarda…è davvero imponente…stupenda, e per la sua “Storia”. Una storia ripetuta in tutto il sud America ma noi l’abbiamo vista e ascoltata qui. Attraverso la visita del museo della memoria e del diritto umano, ci siamo potuti immergere per 4 ore in un’altra epoca, l’epoca della dittatura, l’epoca della destra o sinistra, l’epoca dei calpestatori dei diritti, della vita il tutto fatto in silenzio, l’epoca in cui era consentito esprimere una sola idea altrimenti magicamente si scompariva.

L’epoca in cui sono state torturate, e fatte scomparire migliaia e migliaia di persone, la maggior parte di 25-30 anni, universitari, musicisti e letterari, poi successivamente tra i 50 e i 60 anni, professionisti e gente semplice, accomunati tutti dalla medesima colpa di avere un’ideale contrario. Una sola politica, una sola idea, un solo partito…o dentro o fuori.

Il fuori consisteva nel fuori dal mondo, fuori da tutto ciò che è catalogabile come vita.

Abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare persone che hanno vissuto l’incubo del golpe, in primis i nostri cavalieri della strada, poi un ragazzo con un coraggio da vendere e tanti peli sullo stomaco, che un giorno stanco di vedere ha deciso di agire, ed è arrivato fino a New York per denunciare il Cile, il suo paese, la sua patria,che ancora oggi non tutela e rispetta i diritti umani, perché ancora oggi c’è chi muore di fame, chi non ha un tetto sotto il quale riposare,chi viene emarginato,chi non ha diritto ad una cultura, chi ha voce ma non può parlare. Si, purtroppo dentro alle bellezze del Cile c’è anche tutto questo. La cosa più incredibile, è che chi non ha ricevuto un istruzione, ragazzi di 30 anni, non sanno niente di tutto, oppure hanno una visione assolutamente distorta di tutto quello che i loro genitori i loro coetanei hanno dovuto sopportare. Villa GrimaldiIeri sera parlavo con una signora sulla sessantina, gli stavo raccontando della nostra visita a Villa Grimaldi, centro di tortura e assassinio di migliaia di persone, situata sulla strada principale del nostro quartiere, con porte aperte a chiunque, e con ingresso libero dove almeno una volta all’anno fanno una commemorazione di chi c’era e c’è ancora, di chi ha sopportato e di chi oggi non c’è più. Mentre le parlavo mi ha guardata dicendomi, “io non ci sono mai stata”, e come lei tanti altri uomini e donne, ragazzi e ragazze che forse ne conoscono solo il nome e niente di più. Perché? Non per ignorare o dimenticare ma semplicemente perché nessuno li ha mai resi consapevoli, attraverso la trasmissione di saperi e valori, delle loro radici e dei loro trascorsi.

Ancora oggi, l’importanza della leva militare è predominante sull’importanza di favorire una coscienza sociale che promuove la scelta di una risoluzione dei problemi perpetrata non con armi e violenza ma con parole e cuore, perché il dialogo o il confronto reciproco non siano visti come un indottrinamento ma come uno scambio di pensieri, punti di vista volti ad un arricchimento comune.

Negli anni 70 per molti era impossibile vedere e sentire ma oggi, nel 2012, le bende dagli occhi sono state tolte e il ricordo non deve essere solo sofferenza ma uno stimolo che spinge a conoscere, sapere, abolire e promuovere, oggi chi vuole può ascoltare anche le voci di chi ha vissuto in silenzio, tutto è possibile ma bisogna volerlo e favorirlo in un ottica comunitaria.

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Una risposta »

  1. Quando negli anni 70 ci fu il golpe del Cile facevo l’università e protestammo e sfilammo a migliaia a favore di questo popolo ferito e abbruttito dalla dittatura. la storia di questi popoli non va dimenticata, i giovani devono ovunque trarre insegnamento da questi eventi e non perdere la speranza per ottenere un mondo migliore senza oppressi ed oppressori. Ogni essere umano ha diritto a una vita dignitosa e libera da ogni sopruso. Fa male pensare che omunque in tante parti del mondo esistono disparità indicibili fra gli uomini e per la maggior parte a pagarne le conseguenze sono i bambini. Pur nel nostro piccolo bisogna far si che ciò non avvenaga !

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